LE PAGELLE
Maldini 4,5: Non basta l'incoraggiamento arrivato dalla curva Nord prima del suo ultimo derby per consentirgli di tirare fuori le forze residue. Esce sconfitto da quasi tutti i confronti diretti con Ibrahimovic e Adriano, con l'aggravante di essersi completamente perso l'attaccante brasiliano in occasione del vantaggio nerazzurro.
Kaladze 4: La volontà di elencare i suoi errori termina al minuto 48, quando il georgiano supera ampiamente la doppia cifra. Impossibile fare una classifica (degli errori, s'intende), anche se il modo in cui viene sovrastato da Ibrahimovic in occasione del gol di Stankovic "merita" una citazione particolare. Era al rientro dopo l'infortunio: non basta per assolverlo. Non basta proprio.
Ronaldinho 7: Utilizza i primi 20 minuti per perfezionare il riscaldamento pre-partita; il perché non l'avesse fatto prima resta un mistero. Poi si sveglia. Esterno destro per Pato da spellarsi le mani, assist sempre per il Papero da urlo, azione in solitaria stile vecchia maniera. Non basta. L'Inter riprende il controllo e va sul 2-0. Nella ripresa (ri)ultilizza i primi 15 minuti per rifiatare (ci risiamo), poi si (ri)sveglia e nella "Scala del calcio" offre una prestazione da fuoriclasse del pallone. Non basta nemmeno stavolta. Ma non è colpa sua.
Adriano 7: Al rientro dopo la lunga squalifica, è fresco di gambe e forte, fortissimo, nella testa. Adesso più che mai, infatti, l'Imperatore sa di non essere in discussione né per Dunga, né per Mourinho e i risultati si vedono. Va a segno (con l'aiuto della mano), impegna l'intera difesa rossonera, si mangia un gol, aiuta i compagni. Tanta roba, insomma. E quasi tutta di qualità.
Stankovic 7,5: Inizia addormentandosi a pochi metri dalla porta con Ambrosini bravo ad anticiparlo, poi non sbaglia più niente. Marca Pirlo (annullandolo) e riparte. Una volta, due volte, tre volte, fino a quando non arriva il gol. Meritato, come il premio (virtuale) di migliore in campo.
Chivu 7: A una manciata dal termine si 'arrangia' su Inzaghi rischiando di fare la frittata dopo aver abituato tutti con caviale e champagne. Rosetti lo perdona e lui torna a brindare. In smoking.
Julio Cesar 7: Quando c'è da allungare l'ultima mano (o l'ultimo piede) sul risultato, ecco spuntare Giulio, per gran parte del tempo spettatore non pagante al Meazza. Autentico fuoriclasse nel ruolo, ha fugato anche gli ultimi dubbi: in questo momento, il più forte portiere d'Italia è lui. E per la proprietà transitiva...
